La preghiera di Scipione

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La preghiera di Scipione

Messaggio  GLADIO il Gio Nov 01, 2007 4:35 pm

(Nel momento di salpare per l’Africa, per lo scontro decisivo con Annibale, il condottiero romano Publio Cornelio Scipione, allo spuntare del sole, intima per mezzo dell’araldo il silenzio a tutti e innalza la sua preghiera. La battaglia di Zama, decisiva per il futuro di Roma e dunque anche per l’Europa, fu combattuta nel 202 a.C )

O Dèi e Dèe,
che i mari e le terre abitate,
vi prego e scongiuro, deh,
quello, che sotto il mio imperio si è compiuto,
si compie e si compirà, quello per me,
per il popolo e per la plebe romana,
per i socii e per la nazione latina
e per quelli che in terra, in mare e sui fiumi
seguono il mio esempio,
i miei ordini e i miei auspici,
abbia buon esito;
e tutto quello voi bene aiutate,
con buoni incrementi accrescete;
e salvi ed incolumi, vincitori,
dopo avere vinto i nemici, adorni di spoglie,
carichi di preda e trionfanti meco reduci riportate in patria; concedeteci di punire gli avversari ed i nemici;
e quello, che il popolo cartaginese
ha cercato di fare contro la nostra città,
date a me ed al popolo romano
la facoltà di fare contro la città cartaginese,
così da dare un esempio.

(Tito Livio, ab urbe condita XXIX, 27, 24)

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